di Giada Bonaguidi
E’ un vortice vivido
di immagini sbiadite
si accavallano e fondono
afferri un contorno
ti sfugge
metti a fuoco un volto
il ricordo di un luogo
ti sfugge di nuovo
è una ragnatela
densa e appiccicosa
se ti muovi con foga
ti imprigiona di più
se vai per minimi cenni
liberi il bruco
uccidi la farfalla.
Lento e logorante andare
è un cieco funambolo
sulla lama di un coltello
affilato e argenteo
freddo metallico aguzzino
basta un centimetro
da una parte o dall’altra
sei morta
il sangue cola dalle tempie
mosaici vermigli
sull’asfalto rovente
volti sfregiati e ghignanti
sono qui fermi
mi vorticano intorno
aspettano pazienti
il centimetro sbagliato
un ricco banchetto
sul mio corpo ancora caldo
miei amati carnefici
arriverà presto.



