Al museo d’Arte contemporanea di Monsummano la suggestiva mostra dell’artista francese
Il Museo di Arte Contemporanea e del Novecento di Monsummano ha dedicato una mostra a Jeanne Isabelle Cornière dal titolo “Le temps retrouvé”, a cura di Silvia Di Paolo e di Rocco Normanno.Jeanne Isabelle Cornière è un’ artista poliedrica. Nasce a a Parigi nel 1974, da una famiglia di artisti. Il padre, Yves Cornière, fu compositore Prix de Rome. Conosce, quindi, sin da subito, il mondo dell’arte e della musica. Durante gli studi di Storia dell’Arte alla Sorbonne, si appassiona alle Tecniche antiche di pittura a olio con il Maestro Fabrice Denis presso l’Académie des peintres a Poissy. Si trasferisce a Firenze, dove attualmente vive e lavora. Si iscrive all‘Accademia Russa, nella quale frequenta il corso di anatomia e disegno costruttivo con il maestro Sergey Chubirko. Frequenta lo studio del pittore Alessandro Berti (Palazzo Spinelli), formandosi sulla pittura dei Macchiaioli toscani e la Libera Accademia del Nudo (Accademia delle Belle Arti) con la professoressa Sandra Batoni. Il prof. Vincenzo Ventimiglia, docente dell’Accademia di Belle Arti le insegna la scultura.

Le opere di Jeanne Isabelle Cornière, sono un’esplorazione della natura umana, in particolare i temi dell’infanzia, del ricordo.
Le sue figure aggraziate, sintetiche, pulite, candide, superano i limiti del tempo.
Cornière le realizza in presenza di modelli dal vivo, da cui trae disegni, fotografie e dipinti. Raffinate, eppure estremamente naturali. Il bianco della resina o del gesso è il colore dominante, interrotto solo da piccoli, delicati, tocchi colorati. Gli occhi cerulei, le labbra rosee, una cuffietta blu, una fascia per capelli verde, che incorniciano i volti, un morbido orsacchiotto rosa di peluche o una tartarughina gialla e blu. Qualche piccolo oggetto, in vetro, carta o resina. Bolle trasparenti, un sacchettino di pesciolini rossi, un mappamondo, una farfalla, un filo rosso, creando un raffinato effetto scenografico. Le composizioni di Jeanne Isabelle Cornierè sono leggere, aggraziate, eppure al tempo stesso intime, profonde.
I loro volti seri ed assorti emanano un senso di silenzio, serenità, che induce l’osservatore a fermarsi per un attimo, alla riflessione.
Armoniose, pensano, ricordano, riposano, sognano, proiettando chi le guarda in una dimensione tutta interiore, fatta di ricordi, raccoglimento e contemplazione. Le sue figure eteree, eleganti permettono di ricordare l’infanzia, con la sua innocenza, la capacità di stupirsi osservando un palloncino o degli aereoplanini di carta o un mappamondo, sospesi nell’aria. Di soffiare bolle di sapone, tenere in braccio una piccola tartaruga o il proprio orsacchiotto rosa.
Un altro soggetto per Cornière è il mare. Tra sculture in costume intero, cuffietta ed occhialini blu, compaiono dipinti con figure femminili di bagnanti. I raffinati accostamenti cromatici, i costumi interi, le cuffie, la posizione rannicchiata in sè stessa, spesso voltando le spalle, raccontano la fragilità, malinconia, femminile. Questi sentimenti sono rappresentati anche in figure scolpite, sobrie ed essenziali, accovacciate o raccolte in sè stesse, con espressione pensosa.

In altre invece, con la sua poesia, una fanciulla, si volta ammirata, verso una farfalla, posatasi delicatamente sulla sua spalla oppure dorme in posizione fetale. Inducono alla contemplazione anche i suoi paesaggi, realizzati con una pittura minimale, dalle pennellate dense, pastose.
Dune sabbiose, scorci di campagna, montagne innevate. E soprattutto le nuvole,
leggere, fatte d’aria, mosse dal vento, nelle loro infinite sfumature, continuamente mutevoli, in movimento. Rese con poche dense, pastose pennellate nella serie Clouds. Venti piccolissime tempere su carta.
Le nubi nel cielo, candide, grigie, celesti, indaco, blu, si riflettono nel nel mare. In alcune sembrano confondersi con esso, in un’armonia di bianco, azzurro, blu, viola. Una pittura quasi astratta, che raffigura luoghi dove raccogliersi per un momento in silenzio, riposo, pace.
Un’arte che consente all’osservatore un viaggio nella sua interiorità.



