0 7 minuti 2 anni

Non solo muse ispiratrici ma autrici di grandi capolavori

È stata celebrata l’8 marzo la giornata dedicata alle donne. Da sempre, anche se purtroppo dimenticate, hanno ispirato e sono state loro stesse artiste. Narra una leggenda che fu una fanciulla, che viveva nell’antica città greca di Corinto ad inventare l’arte. Era figlia di un vasaio di nome Butade ed era innamorata del suo fidanzato, che purtroppo doveva partire. Disperata, la sera prima della partenza, non riuscendo a prendere sonno, prese uno dei pennelli del padre e tracciò la sagoma dell’amato sulla parete, per conservarne la presenza durante la sua assenza. Nacque così la pittura. Butade con l’argilla, riprodusse il calco del volto dell’innamorato. Era la nascita anche della scultura. Plinio il Vecchio, nella sua “Naturalis Historia”, cita alcune artiste come Timarete, Calipso, Aristarete, Iaia di Cizico. Nel Medioevo, molte religiose nei monasteri o aristocratiche erano autrici di miniature, illustratrici di libri o ricamatrici, anche se sono rimaste anonime. Fino al XVI rimasero quasi invisibili. Si cercò sempre di dissuaderle poichè era ritenuto sconveniente ed erano considerate inferiori agli uomini . Ci sono state però tra il 1400 e il 1500 monache che hanno avuto successo come pittrici, tra cui Suor Plautilla Nelli, entrata da adolescente nel convento domenicano di Santa Caterina da Siena e Antonia Doni, figlia del pittore Paolo Uccello, registrata nel Libro dei Morti della corporazione dei pittori Arte dei Medici e Speziali, come “pittoressa”.
Propezia de Rossi, chiamata da Vasari, “femina scultora che tutti gli uomini l’ebbero invidia” era nota per le sue sculture in miniatura, su noccioli di pesca, susine, ciliegie, combinate con metalli preziosi per creare spille, medaglioni, stemmi e pendenti da collo.
Lavinia Fontana e Sofonisba Anguissola, si distinsero come ritrattiste, per l’accuratezza nei dettagli, dell’abbigliamento e acconciature delle figure femminili.
Artemisia Gentileschi, pittrice caravaggesca, celebre per il suo talento, fu la prima donna ad essere accettata nella prestigiosa Accademia di Belle Arti di Firenze. Figlia del pittore Orazio Gentileschi, iniziò a dipingere sin da piccola. La sua vita fu segnata tragicamente dallo stupro, da parte del pittore Agostino Tassi, di cui era allieva ma che rifiutò di sposarla. Nel processo, anche sottoposta alla tortura delle Sibille, si difese con grande forza d’animo, dimostrando la sua innocenza. L’evento ispirò le sue opere, bibliche o mitologiche, come Giuditta che decapita Oloferne, caratterizzate da incredibile realismo ed uso del chiaroscuro.
Rosalba Carriera, artista veneziana, era tra le più richieste dalle corti di Europa, dagli aristocratici, per i suoi delicati ritratti a pastello, le sue miniature in avorio, capaci, in un’epoca in cui non esisteva la fotografia di rendere i volti privi di rughe di porcellana, raffigurare con eleganza donne, volti di bambini e famiglie aristocratiche. Fu la prima pittrice ammessa nelle Accademie d’arte, ancora riservate agli uomini, di Roma, Bologna e Parigi.
Elisabeth Vigée Le Brun, figlia di un pittore, si distinse per il talento precoce, lo stile, sintesi della tradizione pittorica italiana e di quella fiamminga, la bellezza. Amica e pittrice preferita di Maria Antonietta, eseguì celebri ritratti della regina e delle nobildonne. Costretta a fuggire in Italia, con lo scoppio della Rivoluzione Francese, fu accolta ed amata in tutte le corti d’Europa. Tra i creatori dell’impressionismo, insieme a Monet e Manet, era presente anche Berthe Morisot, purtroppo mai riconosciuta come pittrice, ma solo come moglie ma molto stimata dagli artisti. Suzanne Valadon, madre del pittore Maurice Utrillo, modella di Renoir, fu la prima donna ad essere ammessa alla Société Nationale des Beaux-Arts. Era apprezzata, anche da Degas, per le nature morte, paesaggi, ritratti, nudi.


La scultrice Camille Claudel, geniale, sorella del poeta Paul Claudel, fu musa ed amante di Rodin, con il quale ebbe una tragica storia d’amore, difficile per la differenza d’età, la sua bravura, che superava quella del maestro, la relazione di questi con un’altra donna. Portò a termine dettagli importanti delle sculture di Rodin come le mani o i volti. Dopo aver interrotto la relazione, sviluppò manie di persecuzione, segni di instabilità mentale. La madre ed il fratello la fecero internare nel manicomio di Montfavet dove morì per malnutrizione.
La pittrice polacca Tamara de Lempicka eccentrica, affascinante, anticonformista, indipendente, con il suo stile Art Deco, dipinse donne emancipate, alla moda.
Frida Kahlo è una delle più importanti pittrici messicane ed è simbolo di forza d’animo. Soffrì per tutta la vita. A sei anni contrasse la poliomielite . Quando aveva diciotto anni, fu vittima di un incidente mentre viaggiava su un autobus. Si fratturò la spina dorsale, alcune vertebre e il bacino. Costretta a letto, i genitori le regalarono colori, pennelli e misero uno specchio sul soffitto, così che potesse ritrarsi. Resterà per sempre disabile ma ritrarrà spesso il suo corpo martoriato, la sua sofferenza: «Dipingo autoritratti perché sono spesso sola, perché sono la persona che conosco meglio». Il realismo si fonde con il simbolismo ed i colori accesi, tipici della sua cultura, da lei molto amata. “Pensavano che anche io fossi una surrealista, ma non lo sono mai stata. Ho sempre dipinto la mia realtà, non i miei sogni.»
Yayoi Kusama cominciò a dipingere a sette anni, in seguito ai primi disturbi emotivi, esprimendo così il suo complesso mondo interiore. È l’artista vivente più importante del Giappone. Racconta che un giorno in un campo di fiori nella sua fattoria: “C’era una luce accecante, ero accecata dai fiori, guardandomi intorno c’era quell’immagine persistente, mi sembrava di sprofondare come se quei fiori volessero annientarmi”. Il suo mondo si popola di piante e fiori, alti fino al soffitto, zucche fantasiose e maculate, accomunati dalla tecnicadel pois.

Frida Kalho
Artemisia Gentileschi
Elisabeth Vigée Le Brun