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Al Palazzo Blu, 200 opere provenienti dai Musei d’Arte Orientale di Genova e Venezia

Si è conclusa, con oltre 75.000 visitatori la mostra a Palazzo Blu dedicata al maestro giapponese “HOKUSAI”, massimo maestro del filone artistico ukiyoe, letteralmente tradotto “immagini del Mondo Fluttuante”, che ha segnato l’apice dello sviluppo dell’arte di epoca Edo (1603 – 1868) in Giappone, lasciando la sua influenza nelle opere dei tanti allievi, sull’arte europea di fine Ottocento e continua ad averla su tanti artisti contemporanei che a lui si ispirano. Erano visibili oltre 200 opere provenienti dal Museo d’Arte Orientale Edoardo Chiossone di Genova e dal Museo d’Arte Orientale di Venezia, oltre che da collezioni private italiane e giapponesi.  Il progetto espositivo valorizzava le due più grandi collezioni italiane d’arte giapponese, quella di Edoardo Chiossone ed Enrico di Borbone Conte di Bardi, che con la loro profonda conoscenza del Giappone e l’appassionata opera di raccolta dei materiali hanno dato vita a collezioni di alto valore, arrivate fino a noi oggi. L’esposizione permetteva di ammirare la produzione di Hokusai realizzata per il grande mercato in singoli fogli a stampa, con matrice di legno e in policromia, in serie ed edizioni diverse, evidenziando la varietà di formati e contenuti. 

La sezione successiva presentava la produzione di volumi illustrati, in particolare la serie di 15 volumi di Manga intesi come manuali di disegno per pittori professionisti e amatori, insieme ad altri libri illustrati e manuali che condensano tutti i personaggi e gli elementi che si ritrovano poi compiuti nelle stampe policrome di Hokusai. A queste opere i pittori europei dell’Ottocento si sono ispirati per ricreare pose e soggetti per le loro pitture. Tra gli album di grande formato è esposto il famoso Pivieri sulle onde (Nami chidori), uno degli album più raffinati di Hokusai del genere erotico noto come shunga, “immagini di primavera”,che circolava di nascosto evitando la censura con sobrie copertine per offrire però immagini all’interno di incontri amorosi d’ogni genere. Era poi presente una selezione di opere pensate per un pubblico più colto, dunque meno vendibile rispetto a paesaggi e beltà femminili, poiché legata a temi e personaggi letterari e poetici. In particolare due serie: Specchio dei poeti giapponesi e cinesi dedicata ai cento grandi poeti classici, e Cento poesie per cento poeti in Racconti illustrati della balia, che mostrava una scelta coloristica nuova ispirata ai versi della raccolta poetica, che fu l’ultima serie progettata da Hokusai prima di dedicarsi principalmente alla pittura. Il cuore della mostra era rappresentato da una grande sezione dedicata a una produzione artistica esclusiva e poco conosciuta dal pubblico: i surimono, biglietti e inviti di massima raffinatezza tecnica, concepiti per una committenza colta ed elitaria. Opere rare conservate in centinaia di esemplari presso il Museo Chiossone, che permettevano di confrontare lo stile di Hokusai con quello dei suoi allievi, evidenziando l’originalità dei temi, delle tecniche e dei formati.

I surimono sono biglietti augurali, d’invito e pubblicitari creati per eventi, ristoranti, incontri letterari, destinati a una clientela ristretta e pertanto prodotti in edizioni limitate, rendendoli rari nelle collezioni. Caratterizzati da illustrazioni di grande eleganza, arricchite da pigmenti d’argento e oro, o dalla stampa ricavata a secco, da varianti di colore, includono testi e poesie calligrafate che esplicitano il loro scopo. Il percorso storico si concludeva infine con una selezione di rotoli dipinti a mano che rispecchiano l’abilità ed  eccentricità di Hokusai nel tratto, il suo pensiero religioso e scaramantico, con la presenza di animali leggendari e portafortuna come galli, draghi e tigri, oltre a immagini del sacro monte Fuji, a cui era devoto, ritratti di poeti, divinità e belle donne, simboli di bellezza ed eleganza, tutti temi che i suoi allievi e la figlia hanno inseguito sviluppato. Erano visibili opere dei più noti artisti contemporanei del pop giapponese come Yoshitomo Nara (1959-), famoso per le figure di bambine dai volti spaventosi e arrabbiati, che dedicò a Hokusai disegni e citazioni ironiche incorporandovi messaggi sociali e ambientali; il disegnatore Manabu Ikeda, che lavora in punta di penna realizzando disegni affollati di minuti particolari, tra cui l’opera Foretoken in cui ha ripreso la “Grande Onda” di Hokusai in una immagine apocalittica e un omaggio dell’artista italiano Simone Legno che sempre alla Grande Onda ha dedicato un’opera pittorica appositamente per la mostra. Il gruppo team Lab, fondato nel 2011 e rinomato per il museo d’arte digitale immersiva a Tokyo, che crea installazioni interattive e video che traggono ispirazione dalla natura, dai paesaggi e dalle stagioni tipiche dell’arte classica.