L’arte fotografica in mostra a Larciano con Elisabetta Scarpini e Nicola Cioni (1^ parte)
a cura di Alessandra Romani
E’ stata inaugurata sabato 3 dicembre la mostra fotografica “STILL LIVES” di Elisabetta Scarpini e Nicola Cioni presso “CUM VENIO-Casa studio galleria” a Larciano in piazza Quattro Martiri. E noi siamo volute andare a conoscere di persona i due artisti.
Elisabetta Scarpini crea nature morte in cui sono accostati con cura elementi come libri, foto, frutti, che si stratificano perdendo il loro significato ordinario. E a Elisabetta abbiamo voluto rivolgere alcune domande:
Nelle sue opere accosta gli oggetti in modo molto armonioso. Con quale criterio li sceglie?
“Il criterio è principalmente estetico, cromatico, non ci sono particolari rimandi a cose che voglio raccontare. Il racconto emerge dopo, una volta che l’accostamento è stato fatto. E’ istintivo per certi aspetti. E’ anche molto femminile, si vede che l’ha fatto una donna, anche se non ricerco questo.”
Spesso nelle sue foto compaiono libri. Che significato hanno per lei?
“In generale lavoro sul tema dell’accumulo di oggetti. Spesso anche in opere diverse ci sono dei riferimenti letterari e poetici, in senso anche testuale. In questo caso c’è il libro come oggetto che può diventare anche struttura per permettere la costruzione formale della foto. In alcune posso aver giocato con il titolo piuttosto che con la parte cromatica della copertina.”
Ama molto le tecniche del cucito e del ricamo che richiedono molto lavoro. Perché le preferisce?
“Soprattutto negli ultimi anni ricorro a forme cucite, ricamate oppure forate con l’ago per cui c’è una procedura lenta. Il tempo che impiego per l’elaborazione del lavoro diventa parte integrante del lavoro stesso. E’ un gesto anche meccanico, artigianale. E’ una tecnica che ha una durata per cui il fattore tempo interviene proprio come elemento costitutivo dell’opera stessa, che si contrappone alla velocità dello scatto. C’è ambivalenza fra due aspetti che sono molto in contraddizione tra loro.”
Nelle sue opere accosta gli oggetti in modo tale che perdano il significato banale e quotidiano. Come riesce a combinarli in questo modo?
“Gli accostamenti sono di ordine estetico. Le costruzioni di still life, a differenza delle foto dove ci sono persone, istantanee, richiedono proprio una cura dell’oggetto, di come viene disposto. Questo richiede tempo. Ognuna è una storia a sé, che accade proprio per gli elementi che ci sono, non è costruita prima.”
La mostra sarà visitabile domenica 11 e 18 dicembre dalle ore 16.00 alle ore 19.00 e nei restanti giorni su appuntamento. (prosegue)


