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I segreti dell’artista in mostra a Larciano

di Alessandra Giulia Romani

Prosegue il nostro viaggio sensoriale alla scoperta dei segreti delle fotografie artistiche e stavolta abbiamo voluto conoscere da vicino un altro artista, Nicola Cioni, che sta esponendo alla mostra fotografica “STILL LIVES”, insieme a Elisabetta Scarpini, presso “CUM VENIO-Casa studio galleria” a Larciano in piazza Quattro Martiri.

Le foto di Nicola Cioni svariano su tanti tempi e si lasciano animare da cowboys, marines, astronauti, con spettacolari effetti di luce, ricordando scene di film. E noi abbiamo voluto fargli delle domande:

Nelle sue opere, fotografa spesso soldati o cowboy, che significato hanno per lei?  

“Più che significato è un lavoro autobiografico che prende spunto da giocattoli e film di cowboy, di guerra con i quali sono cresciuto. Lo spunto proviene sia dal gioco infantile che da situazioni di attualità che vediamo dai media, dalla televisione, scene che esulano dal far west. Ho utilizzato  ciò che conoscevo ad esempio i soldatini con cui giocavo. Ho costruito dei mini set dove evoco certe atmosfere che possono fare riferimento al cinema o piuttosto ad altre situazioni. Spesso si tratta di macrofotografia quindi dovendo lavorare in scala molto ridotta ho incontrato una serie di problemi tecnici che ho dovuto risolvere con  gli anni. Per esempio il fumo deve essere minimo, come quello di una sigaretta, altrimenti nella foto sembra una nebbia. Le luci vanno gestite con attenzione perché  si rischia dei riflessi indesiderati. Le atmosfere che creo dovrebbero ricordare situazioni che in qualche modo qualcuno ha già vissuto nella realtà o nella finzione ma comunque gradevoli.”

Nelle sue foto cura molto anche gli effetti delle luci. Quali tecniche usa?

“Utilizzo spesso degli specchietti per direzionare in luoghi precisi la luce. Come nella  foto di un vero tramonto che fotografai su diapositiva e che ho retroproiettato . Non posso attendere la giornata adatta, è tutto artificiale. Io retroproietto con uno schermo semitrasparente. Questo è un effetto controluce che ho ottenuto utilizzando degli specchietti.”

In una foto rappresenta un carro armato. E’ un riferimento alla guerra?

“Si è un riferimento alla guerra. Sono soldatini con cui giocavo. Quando ero bambino era una guerra giocosa. Sono tutti giochi, possono ricordare un film o una situazione reale. Si può accostare alla situazione attuale ma non c’è l’intenzione.”

C’è una foto in cui rappresenta il nudo di una donna. Si è ispirato a un film?

“E’ una situazione che è filmica però non mi sono ispirato ad un film in particolare. E’ raro che ci siano dei riferimenti cinematografici precisi. Alcune foto possono avere dei richiami più diretti, più identificabili, altre no.”

In una delle foto raffigura un astronauta. Che significato aveva per lei?

“E’ un ricordo del gioco. E’ uno dei soldatini con cui giocavo. Mi immaginavo astronavi, mondi diversi. Ho creato un ambiente un po’ strano con tutte queste luci. Sembra che esca fuori da una sorta di tunnel. E’ una suggestione: si vede l’astronauta e sembra che vada chissà dove con la sua valigetta”. La mostra sarà visitabile domenica 11 e 18 dicembre dalle ore 16.00 alle ore 19.00 e nei restanti giorni su appuntamento.