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Grande successo della retrospettiva fatta presso il Palazzo delle Esposizioni della Fondazione Banca del Monte di Lucca

La Fondazione Banca del Monte di Lucca e l’Associazione Amici di Mario Marcucci hanno deciso di dedicare, a trent’anni dalla sua scomparsa, una retrospettiva a Mario Marcucci, curata da Sandro Parmiggiani, che visto il grande successo, sarà prorogata fino al 22 gennaio 2023. La mostra dal titolo “Vola alta, pittura”, visitabile presso il Palazzo delle Esposizioni di Piazza San Martino, comprende circa cento opere tra acquerelli e tecniche miste su carta, quasi tutti mai visti finora, provenienti in gran parte dall’atelier dell’artista e riguardanti il periodo della sua produzione che va dagli anni trenta alla seconda metà del secolo scorso.

L’artista viareggino, nato nel 1910 coltivò la passione per il disegno e la pittura sin dall’infanzia. I motivi principali della sua pittura sono scorci di Viareggio, autoritratti e ritratti dei familiari. Fu molto amato da poeti e scrittori, che gli dedicarono alcuni testi. Nel corso della sua produzione utilizzò qualunque materiale a sua disposizione, anche i più umili, come ad esempio pagine di giornali e di libri per fissare con immediatezza ciò che vedeva o che riemergeva dalla sua memoria, lasciando il fondo materiale del dipinto sempre visibile, mai interamente coperto dai colori, mentre l’immagine è spesso ridotta ai minimi, quasi trasparente. Nelle sue opere si può notare la gioia di vivere, la volontà di trasmettere le emozioni suscitate dalle cose, non vi è mai un intento naturalistico, di ricopiare la realtà.

Durante l’interessante incontro culturale tenutosi al  Palazzo delle Esposizioni dal titolo “Nessuno è profeta in patria”, il Presidente della Fondazione Banca del Monte Andrea Palestini ha detto di lui: “Mario Marcucci meritava di essere valorizzato e riproposto con le sue opere, di cui tante visibili per la prima volta. E’ quindi una novità. E visto il successo abbiamo prolungato la mostra  fino al 22 gennaio e comunque ci sarà sempre la possibilità di visitare la mostra virtualmente”. Per Isabella Tobino, nipote del grande scrittore: “L’amicizia tra Mario Tobino e Mario Marcucci era profonda e giovanile. Marcucci era frequentemente a casa nostra. Un artista che ha vissuto di pochi spiccioli, tutto preso dalla sua pittura. Con mio zio parlavano sempre  delle loro poesie. Era un pittore a cui la fama non interessava. Non ha mai dipinto per denaro ma perché sentiva la necessità di esprimere la vita attraverso i colori. Colori che erano una poesia. Basta vedere i quadri nella mostra, quasi tutti inediti. Era un po’ come Tobino nel senso che amava la libertà, non voleva appartenere a nessuna categoria particolare di pittori, amava una pittura che fosse libera espressione del suo pensiero”.

Il cronista versiliese Enrico Salvadori lo mette insieme a grandi personaggi che si sono un po’ auto confinati a Viareggio come Lorenzo Viani, Inaco Biancalana, Sandro Luporini.

Grandi apprezzamenti anche dallo scrittore e regista tv,  Mario Adolfo Lippi: “Chi guarda questi quadri che si riferiscono alle darsene, ai moli, alle marine di Viareggio pensa che Marcucci non sia mai uscito da Viareggio ma lui aveva il temperamento del marinaio . Marcucci è rimasto ancorato tutta la vita alla nostalgia delle sue cose, che erano quelle che vedeva fin da ragazzo quando andava sulla passeggiata di Viareggio. Nelle sue pitture evocava atmosfere. Marcucci è capace di creare un’atmosfera con quattro pennellate, che non è da tutti”.


Pescatori di Cee, 1969, mm 220x 320, acquerello su carta

Faro di Viareggio, anni ‘70. Mm 500×700. Olio su cartone

Imbarcazioni. Mm 270×160. Acquerello su carta

Ritratto, 1938 mm 510×235 Acquerello su cartoncino