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E’ uscito l’ultimo libro dell’ex parroco di Lunata

Don Franco Cerri, fecondo pubblicista e per anni direttore del settimanale diocesano Toscana oggi – Lucca 7, ha dato alle stampe un prezioso libro dal titolo “Dov’è finito il Concilio? Curiosità e stranezze” (edizioni Dottrinari).
L’autore, indimenticato parroco di Lunata e oggi a servizio della Cattedrale di san Martino e della Chiesa di san Giusto di Lucca, vanta già varie pubblicazioni di notevole successo. Ricordiamo, soprattutto, le tre edizioni consecutive di Sgraffiature.
Don Cerri, sacerdote noto oltre i confini del territorio lucchese e dalla penna arguta e incisiva, ha accettato di buon grado di rispondere alle nostre domande in cui ci descrive essenzialmente questa sua ultima fatica editoriale.
Per quali ragioni ha intitolato il suo libro “Dov’è finito il Concilio? Curiosità e stranezze”?
«Ormai sono tanti anni che si parla poco o quasi niente del Concilio Vaticano II. Per rendersi conto di quanto sto dicendo, basterebbe chiedere ai cristiani se sanno che c’è stato un Concilio o se conoscono gli insegnamenti conciliari. Non a caso si continua a fare come si è sempre fatto, non certo dappertutto, ma certamente in tante comunità. Del resto, almeno in Italia, notiamo una Chiesa smorta. Provvidenzialmente abbiamo un Papa che sta riproponendo con forza e perseveranza gli insegnamenti conciliari».
Perché questo libro?
«Il titolo di questo libro è volutamente provocatorio, ma nello stesso tempo vuole essere un invito a ritornare ai documenti del Concilio e questo in tutte le comunità, tanto più che siamo entrati nel Sinodo a livello mondiale, che necessariamente ci riporterà a quanto la Chiesa ha disposto  per il suo rinnovamento nel nostro tempo. Per riandare al Concilio».
Può illustrarci brevemente il suo contenuto?
«Il libro presenta una panoramica di quanto sta avvenendo da anni nella Chiesa in Italia, più o meno in tutte le diocesi. Probabilmente in molti casi è diventata un’abitudine, per cui neppure ce ne accorgiamo e pensiamo che sia tutto normale. Per esempio, la poca valorizzazione dei fedeli laici, ancora troppo clero dipendenti. Per non dire della scarsa attenzione alla presenza della donna nella Chiesa, eppure senza le donne, molte chiese potrebbero chiudere i battenti. Non parliamo dell’ignoranza religiosa ancora molto diffusa, segno di una mancata o scarsa formazione degli adulti, in particolare, ma anche delle nuove generazioni. Una catechesi rivolta quasi esclusivamente ai bambini, ai ragazzi, i quali fatta la prima Comunione e/o la Cresima, se ne vanno. E si potrebbe continuare.
Non vedo, o perlomeno se ne parla poco, della missionarietà della Chiesa, tanto più che assistiamo ad un esodo massiccio dei cristiani dalla Chiesa. Si guardi alla scarsa partecipazione alla Messa domenicale.
Non parliamo poi degli abusi nella Liturgia, in particolare della Messa, in cui preti e comunità pensano di poter celebrare come vogliono, dimenticando che è la preghiera ufficiale della Chiesa e che nessuno può stravolgere, secondo i propri gusti. E, da come si prega, si vede a cosa si crede».
A suo avviso, il Concilio Vaticano II ha colmato tutte le aspettative?
«I Padri conciliari aprirono grandi orizzonti alla Chiesa, facendo capire la sua presenza nel mondo, sollecitandola al dialogo con tutti e con tutte le realtà
Si rilegga per es. il documento del Concilio “La Chiesa nel mondo contemporaneo”. È un’apertura al mondo, che dà un respiro nuovo alla Chiesa, che non può rinchiudersi in sé stessa, ma deve avere la consapevolezza di essere sale e luce per gli uomini del nostro tempo.
Si pensi ai viaggi apostolici di questi anni da parte dei Papi e al dialogo intrecciato con le più svariate realtà. Uno dei grandi frutti del Concilio».
Alla luce dell’evento conciliare, come spiega le numerose difficoltà che affliggono la Chiesa del dopo Concilio?
«Purtroppo in seno alla Chiesa ci sono ancora tante chiusure, tanti rimpianti per una Chiesa che ormai non c’è più, nostalgie per una Chiesa ormai morta. Basti vedere come viene ostacolato il ministero di Papa Francesco.
Ci vorranno ancora anni e anni perché il Concilio entri nel cuore e nella mente dei cristiani. È un cammino lento, che vorremmo invece più veloce, perché sembra che non ci sia più tempo da perdere».
Dove è possibile acquistare il suo libro?
«Il libro è reperibile in tutte le librerie cattoliche, ma può essere prenotato in qualsiasi libreria. Inoltre, è in vendita anche on line. È sufficiente cercarlo su internet specificando ovviamente il titolo del libro e l’autore e avete l’indicazione dove acquistarlo.
Un’ultima annotazione. Il libro vuole essere un Catechismo divertente, perché in uno stile umoristico presenta “curiosità e stranezze” nella Chiesa, perché il Lettore sorridendo, rifletta».

Carlo Pellegrini