Un viaggio nell’arte tribale e rituale. Ha esposto al Museo Archeologico di Venezia
Esponente dell’Arte Tribale e Rituale europea, nativo di Massa e Cozzile, Filippo Biagioli, classe ’75, è un artista poliedrico ed esuberante che con le sue opere si è fatto conoscere in Italia e in Europa partecipando a mostre, pubblicazioni, installazioni e progetti. Un artista a tutto tondo che non disdegna la scultura e la fotografia. Lo scorso 31 marzo al Museo Archeologico Nazionale di Venezia è stata allestita una sua installazione temporanea e si è tenuta una sua performance. “Quando Persefone riabbraccia la madre Demetra, la natura rinasce ed è subito primavera, cui seguirà l’estate in un profluvio colorato di profumi e calore dopo il freddo inverno.
E cosa c’è di meglio di un pic-nic d’arte per celebrare il ritorno alla vita e il rinnovo dei cicli naturali?”. Così descrive l’evento, Luca Trolese, assistente del Museo Archeologico Nazionale.
L’artista, fra sculture marmoree, dedicate a Persefone, ha realizzato un tappeto ricamato di fiori, arricchito con un vaso di boccioli di stoffa e alcuni piatti dipinti.
“La mia idea è quella di portare la primavera tra le sale del museo, dare la possibilità al visitatore di osservare le opere da una prospettiva diversa e farlo seduti sopra un’opera d’arte.” E aggiunge: “Ho voluto inserire sul tappeto di fiori anche tre piatti, dipinti a mano. Essi riportano scritto – L’arte che verrà – a ricordare che la cultura contemporanea di oggi sarà l’archeologia di domani. Molto spesso ce lo dimentichiamo e tendiamo a comportarci come se non esistesse un domani.”
“Essere ospitato al Museo Archeologico Nazionale di Venezia è stato per me una grande soddisfazione. Lo spazio ha aperto nel 1596, ospita sculture greche e romane, bronzi, ceramiche, gemme e monete, è un vero viaggio nel tempo.”


