Ambienti, figure, dipinti e abiti di un’epoca d’oro per la città di Lucca (terza puntata)
Lo spirito di Elisa Baciocchi, la principessa di Lucca, sorella di Napoleone, rivive nelle aristocratiche stanze del Museo di Palazzo Mansi, al cui interno continuiamo il nostro viaggio esplorativo. Una sezione è dedicata ai costumi e vestiti d’epoca lucchesi attraverso l’esposizione di abiti dell’aristocrazia di importanti personaggi storici, tra cui appunto Elisa Bonaparte Baciocchi, di cui sono ammirabili abiti in stile impero. Sono presenti uniformi ufficiali e civili dei dignitari, vesti in seta, decorate con ricami preziosi. Tra di esse la veste tipica del gonfaloniere, primo magistrato della città, la giubba, il cappello, la berretta e l’emblema della Repubblica di Lucca sulle maniche. Era il solo tra i dignitari a poter indossare indumenti di colore rosso, guarniti di oro. Il ciambellano, ufficiale d’onore, è riconoscibile per il rosso scarlatto della marsina e del mantello. I motivi a palmetta e foglie di quercia ne indicano le doti di temperanza e costanza. Sono presenti due abiti maschili “alla francese”, risalenti al Settecento ed abiti femminili di fine ‘800-inizio ‘900, diversificati a seconda dell’uso per mattina, pomeriggio o sera.
Il nostro viaggio continua al piano superiore del palazzo, dove sono ospitati dipinti di pittori lucchesi del Settecento che avevano compiuto il loro apprendistato a Lucca con l’aiuto dei loro mecenati. Il ritrattista Pompeo Batoni ritrae l’arcivescovo Gian Domenico Mansi, rendendone le qualità psicologiche. Sono presenti inoltre opere di Bernardino Nocchi e Stefano Tofanelli, che compirono insieme il loro apprendistato presso Giuseppe Antonio Luchi. Di Nocchi sono ammirabili il “Pianto di Ulisse”, “Alexandrine de Bleschamps come musa Tersicore”, ispirato ad una statua che Canova stava eseguendo su commissione di Luciano Bonaparte, marito di Alexandrine. Il figlio, Pietro, allievo del padre, fu pittore alla corte di Elisa Bonaparte Baciocchi, dove si distinse per le sue qualità di ritrattista, dimostrata anche in un ritratto di Elisa Baciocchi con la figlia. L’imperatrice è raffigurata anche da Stefano Tofanelli. In una delle opere più impegnative della sua maturità “Agilulfo re dei Longobardi elegge a suo collega nel regno il figliuolo Adaloaldo”, rappresentando la conversione dei Longobardi al cattolicesimo, alludeva alla sua conversione al movimento neoguelfo, durante il Risorgimento. Nella “Visione di Ugo Capeto”, primo dipinto di storia ad essere realizzato a Lucca, mostra la sua adesione al Purismo, un movimento che proponeva un ritorno all’arte di ispirazione religiosa e alla pittura del Trecento e del Quattrocento, di cui fece parte anche Michele Ridolfi, raffigurato anche in un busto di Augusto Passaglia. All’ultimo piano sono presenti anche dipinti dell’Ottocento e del Novecento lucchese ed in particolare i ritratti di Giacomo Puccini, realizzati da Edoardo Gelli e da De Servi. Quest’ultimo realizzato nella villa di Puccini di Torre del Lago, nel periodo in cui componeva Madama Butterfly. Michele Gordigiani ha raffigurato il volto della contessa Cenami e Augusto


