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Ideato da Giorgio Chimenti a Spianate e divenuto il più importante a livello nazionale, è temporaneamente parcheggiato a Udine

C’era una volta un Museo, o meglio, una collezione privata diventata poi un bel museo. C’era una volta un signore, anzi un maestro, un allenatore, un arbitro (e anche….un friggitore) ma soprattutto un grande appassionato di basket. Era un livornese ma poi divenne lucchese di adozione. C’era una volta la “palla al cerchio” che a Lucca, sembra, prese le mosse ufficialmente per prima in Italia come competizioni ufficiali, nel 1920, per diventare in tempi più recenti il basket. Ecco, a Spianate di Altopascio, a partire dagli anni cinquanta nacque e crebbe il grande Museo del Basket che tutto il mondo arrivò ad invidiarci. Merito di Giorgio Chimenti che fece di una passione, un’autentica venerazione, raccogliendo foto, articoli, magliette, palloni, scarpette e gadgets di tutte le squadre e di tanti campioni per costruire il tempio del basket nelle sue quindici stanze in casa. E da quel momento, Spianate divenne la capitale del mondo del basket, visitata dai grandi campioni. Un patrimonio di quasi 50.000 pezzi, oggi emigrato a Udine ma sempre pronto a ritornare se le istituzioni, in primis, riuscissero a trovare la sede ideale e i mezzi per ospitarlo. Per gli sportivi di tutto il mondo rappresenterebbe un’attrattiva unica e per la città, un’opportunità da non sottovalutare. Noi speriamo che si possa fare qualcosa per riportarlo a casa.