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Tante opere di diversi artisti e con un filo conduttore costituito dall’essere umano

Si è conclusa presso “Cum Venio Casa Studio Galleria”, in piazza Quattro martiri, 43, a Larciano,  la mostra di opere di artisti dal mondo dalla collezione privata dell’ “Associazione Giorgio Stolz”. 

L’architetto Riccardo Cioli e la moglie Elena hanno rivolto i loro ringraziamenti a Luisella Pitzalis, moglie di Giorgio Stolz, per la sua grande gentilezza e per aver messo a disposizione le sue opere.  Mauro Lovi, direttore artistico, designer, pittore, architetto, autore di poesie, scultore, grafico, così ha ricordato Giorgio: 

“Giorgio voleva che gli artisti si misurassero con degli spazi complessi, carichi di segni. Era sempre alla ricerca di nuove esperienze a contatto con gli artisti. Quando chiuse il lavoro con il settore commerciale, comprò una casa a Massa e Cozzile e ne trasformò una parte in galleria. Lì ha ospitato molti degli artisti, provenienti da tutte le parti del mondo. Organizzava piccole personali, eventi, concerti ecc. Erano gli anni ottanta e novanta quindi per l’epoca era una cosa abbastanza anomala. Una comunità veniva accolta a casa di Giorgio, tra cui Galeazzo Nardini, Anne Flore. C’era un bel respiro in quella parte di collina della Toscana. Qui sono presenti testimonianze di opere che a lui piacevano, che vanno da quelle angoscianti della Germania al Brasile colorato dell’Angelica Pedroso. Quest’esperienza è stata poi accolta dopo la sua morte dall’ “Associazione Giorgio Stolz”, che ha cominciato a ricordare Giorgio con una mostra nel 2016, che è la prima della serie “Arte a Massa e Cozzile”. Ne sono state fatte quattro, nei vari luoghi di Massa, tra cui il museo a Massa e Cozzile, le varie chiese, il palazzo di Galeazzo, ponendo il visitatore a contatto con quelli che erano stati i suoi luoghi. Sono intervenuti altri artisti che hanno collaborato con l’associazione. Poi il Covid ha bloccato tutto. La struttura “Cum Venio Casa Studio Galleria” prosegue la sua idea”.

La curatrice della mostra Sofia Ancillotti così ha spiegato l’esposizione:

“Per l’allestimento ho cercato di studiare il filo conduttore di tutte le opere degli artisti presenti. Ho notato che la costante era l’essere umano sia nella sua interiorità che nella sua quotidianità, con tematiche che potevano essere a volte astratte altre più concrete. Negli anni ottanta addirittura alcune furono confiscate perché secondo il parere comune non erano presentabili, quindi hanno fatto la storia della nostra società. Il percorso espositivo comincia con due artisti che ho desiderato mettere a confronto perché lavorano sullo stesso tema, cioè l’inconscio, una parte astratta dell’idea, però con due differenti chiavi di lettura. Da una parte abbiamo un’artista brasiliana, Angelica Pedroso, che utilizza il colore come chiave di accesso all’interiorità. Dall’altra un artista americano, Robert Mirek, il quale afferma che è come se l’oggetto gli permettesse di aprire più porte simultaneamente e quindi avere una visione multipla. Per lui quindi è come se diventasse lo specchio per avere ingresso nell’intimo. Lei utilizza una linea curva, mentre lui ortogonale. Anche quando nelle opere sono presenti rimandi fotografici, pittorici, a cose che noi conosciamo e viviamo, sono visti in modo differente perché come tutti noi sappiamo l’artista è colui che vive la realtà, poi la filtra attraverso quelle che sono le sue emozioni e il suo vissuto e le restituisce amplificate rendendo opere d’arte anche oggetti che per noi non hanno alcun tipo di significato, come possiamo vedere all’interno della scultura “Giorgio”, che ricorda tantissimo un ready made di Duchamp, con oggetti che fanno parte della vita quotidiana. Josef Felix Muller, censurato negli anni ottanta, tratta le tematiche della sessualità, della morte. Mi ricorda molto Munch, un espressionismo molto accentuato. L’ho messo in contrapposizione ad Albert Juninger che invece lavora sul tema della libertà assoluta quindi la morte intesa come la liberazione dell’anima.”

Nella mostra erano presenti anche degli Haiku di Claudio De Col cioè delle poesie che lui ha creato sulla primavera, l’autunno e l’inverno.

La pittrice tedesca Anne Flore, della quale erano presenti opere, eseguite con varie tecniche, ha affermato: “Mi fa piangere di commozione l’abitazione di Lella e Giorgio. Loro due hanno vissuto con questi quadri odiernamente così, quando li guardo, vedo anche Giorgio e ciò mi comunica una grande emozione”. 


Luisella Pitzalis