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I consigli dell’esperto naturopata Marco Pardini

E’ uno dei più esperti naturopati italiani e svolge la sua attività in giro per l’Italia ma risiede sulle colline sopra Viareggio. Marco Pardini è un ottimo oratore ed è ormai diventato anche un personaggio televisivo molto seguito nelle sue lezioni dove parla di piante medicinali, di arte e di storia. E noi lo abbiamo voluto conoscere:

Cosa vuol dire naturopata?
«Naturopata è un termine convenzionale che mi è stato dato in Italia, ma in realtà io sarei un heilpraktiker, cioè un medico laureato in Svizzera secondo la farmacopea tradizionale delle Alpi svizzere. Solo che poi, tornando in Italia ed essendo nato nel paradiso dei botanici che sono le Alpi Apuane, ho trovato corretto e doveroso forse anche ripristinare l’antica tradizione delle nostre montagne con l’utilizzo delle piante medicinali e perciò le mie terapie e i miei consigli terapeutici vertono verso l’utilizzo delle piante locali. In pratica cerco di assicurare al paziente un benessere psicofisico utilizzando soltanto ciò che la natura offre. Il naturopata dovrebbe essere la figura professionale più adatta a prevenire le patologie che si manifestano sul corpo quando queste ancora sono a livello di emozioni, pensieri e sentimenti come stavo dicendo».
Secondo lei, quando è opportuno consultare un naturopata?
«Ritengo che molte persone si stanno avvicinando alla cura con erbe; forse modestamente, benché minimamente, penso di aver contribuito anch’io alla diffusione, alla conoscenza e alla curiosità di tante piante medicinali che avevamo dimenticato e che oggi possono essere molto utili per dare sollievo alle persone. C’è da premettere però una condizione fondamentale: il mio approccio alla medicina naturale non è alternativo alla medicina per così dire ufficiale o convenzionale. Secondo me la medicina è arte e scienza che ha come obiettivo primario il benessere del paziente, ma considerandolo non soltanto un insieme di organi e funzioni, ma anche appunto il mondo che riveste e che occupa e quindi chi è, da dove viene, per arrivare a comprendere perché si è ammalato. L’approccio terapeutico è quindi questo: intanto il buon senso, che serve sempre, e bando a tutti i fanatismi che rovinano le persone e l’abbiamo visto negli ultimi tempi per quello che ci è accaduto; poi quando è possibile, intervenire con rimedi naturali non invasivi e rispettosi dell’organismo; ma se non si ottengono risultati sufficienti noi viviamo in un tempo, in cui grazie a Dio, per l’uomo abbiamo anche soluzioni diverse. Quindi per me la medicina naturale è complementare, è integrativa non è mai alternativa, perché alternativo è un termine che determina una separazione, l’allontanamento tra due branche del sapere che invece secondo me sono soltanto una».

Ritiene che in questi ultimi anni sia cresciuta la conoscenza sull’efficacia farmacologica delle erbe?

«Tutti i disturbi del sonno, tutti o quasi i disturbi intestinali, gran parte delle nevralgie che hanno una radice psicosomatica sono ben trattati da rimedi fitoterapici, sempre a condizione che chi li propone sia una persona capace e titolata a farlo, perché le erbe non sono una sciocchezza. Le erbe non vanno mai considerate come qualcosa di innocuo. Le erbe possono facilmente interagire negativamente con terapie farmacologiche che per qualche ragione il paziente sta assumendo. Faccio un esempio: mettiamo la persona anziana che ha problemi per tenere sotto controllo la coagulazione del sangue; attraversando un momento di depressione ha sentito dire che l’iperico è una pianta utile per lenirla, ma se assume l’iperico, a causa di sostanze che contiene, una delle quali è l’ipericina, la diluizione del sangue è talmente alta che poi si procurerebbero delle emorragie. Quindi problemi anche tiroidei, cardiologici che devono essere controllati con farmaci non prevedono l’utilizzo di tutte le erbe. Per questo serve un operatore in grado di fare la distinzione tra contenuti fitochimici di un’erba e l’altra e i mix delle tante piante che vengono proposte. Oltre questo però quando gli studi e l’esperienza ci sono, tanti problemi umani possono essere trattati con le piante. Le piante sono, naturalmente, non lo dimentichiamo, la prima forma di medicina che l’uomo ha incontrato sulla terra, certamente, però, come ripeto, bisogna essere profondi conoscitori».

Cosa suggerisce per uno stile di vita salutare?

«Intanto è sempre bene prevenire meglio di curare; soprattutto quando abbiamo superato i cinquant’anni e si deve mantenere in buono stato la microcircolazione della corteccia cerebrale per mantenersi attenti e con una buona memoria e anche per tutti quegli antiossidanti che contiene e che quindi anche a livello generale risultano essere tonici, utili sono i contenuti del ginkgo biloba. Il ginkgo biloba è una cosa che proporrei a molte persone. I disturbi del sonno possono essere tranquillamente sistemati con erbe come la passiflora, la valeriana, la melissa e, soprattutto, direi l’ansia, che è abbastanza diffusa soprattutto negli ultimi tempi. Anche questo stato d’animo può essere facilmente rimediato con le erbe. Ma lo stile di vita è fatto anche di alimentazione, di ambienti che si frequentano; qui si entra nella filosofia e nella psicologia, perché è logico, secondo me, che per una persona che fa un lavoro che non gli piace e quindi vive come un peso le attitudini e le abitudini a cui si deve rivolgere tutte le mattine della sua vita, filosofia e psicologia abbiano un peso rilevante sulla qualità di quella che poi è la sua percezione del benessere. La salute è anche comunicazione e spessore del pensiero, ricerca di bellezza e armonia e avere delle buone relazioni amichevoli. Tutto questo è uno stile di vita che comporta quella che canonicamente sarebbe la salute. Non basta per stare in buona salute dire non sto male e che quindi sto bene. La salute non è solo l’assenza di patologia o di un sintomo negativo, è una condizione molto più ampia. Il più delle volte mettiamo delle “toppe”, ma non siamo nella vera salute».

L’utilizzo di farmaci a base naturale può contribuire a prevenire malattie come diabete, tumore, alzheimer e parkinson?
«Alcuni rimedi possono prevenire o addirittura assistere positivamente malattie gravi come l’alzheimer. Il ginkgo biloba, per esempio, che citavo prima, è uno dei rimedi efficaci, a quanto pare, per la prevenzione e la protezione di tutte queste gravi patologie per quanto riguarda il parkinson. Direi proprio di stare coi piedi per terra per il caso dei tumori; per esempio tutti quanti gli ammalati di tumore non possono rivolgersi alla fitoterapia con successo finché fanno la chemioterapia, perché questo è uno degli esempi in cui i rimedi naturali possono risultare molto negativi durante il trattamento chemioterapico. Però bisogna aggiungere che uno dei maggiori efficaci strumenti chemioterapici, il taxolo è estratto proprio da una pianta che è il taxus baccata delle cupressacee. Quindi, molto spesso anche piante che in natura sono tossiche, per esempio il taxus è una pianta mortale assunto incautamente, ma estraendovi il taxolo, questo, non certamente nelle mani della cultura popolare ma nelle mani della medicina dotta, è uno dei rimedi che ha salvato la vita e salva ancora la vita ai pazienti oncologici».

Ci dica alcuni libri che ha scritto.

«L’ultimo “La casa delle parole ritrovate. Storie d’erbe e di amori sussurrati” fa parte di una trilogia ed è uscito da poco. E’ il primo ma chiaramente la storia continuerà e credo che a ottobre uscirà il seguito e nel 2024 concluderò la trilogia rendendo il protagonista Fabio Lunardi di Lucca l’antiquario seriale. Nel “Piantastorie”, invece, ho raccontato quello che ricordavo di aver visto da bambino, in un’età che era quella della scuola elementare nel mio paese di nascita, Casoli di Camaiore in Versilia, dove un antico pastore curava le persone sia dal punto di vista fisico che psicologico, emotivo, del cuore e io l’ho voluto ricordare. Nel libro “Erbario poetico” ho raccolto le domande frequenti che le persone mi fanno da quando realizzai il mio primo erbario con le prime 28 piante da studiare. Per quanto riguarda, invece, l’ultimo libro,. ».
Molti lettori ci chiedono come poterla ulteriormente seguire. Può indicarci qualche canale?

«Il mio canale è un canale youtube; devo dire, grazie alla gente, molto seguito; ha il mio nome, si chiama Marco Pardini, annovera quasi 550 video inediti, che non sono certamente quelli che sono andati in televisione, perché anche chi ha poco tempo e vuole avere qualche strumento per avvicinarsi alle piante studiando una pianta alla volta lì troverà delle pillole etnobotaniche, dove io spiego sommariamente le cose più funzionali e importanti secondo me da sapere di ogni pianta, quelle che comunemente vediamo anche facendo una passeggiata nelle nostre campagne. Quindi al mio canale Marco Pardini su youtube vi consiglierei di dare un’occhiatina, che penso che sia, soprattutto per chi è neofita, per i profani, molto molto accattivante».


<<Il ginkgo biloba è uno dei rimedi efficaci per la prevenzione e la protezione di gravi patologie come il parkinson>>

Marco Pardini con il nostro inviato speciale, Carlo Pellegrini
<<La salute è anche comunicazione e spessore del pensiero, ricerca di bellezza e armonia e avere delle buone relazioni amichevoli. In pratica è uno stile di vita>>


<<Il naturopata dovrebbe essere la figura professionale più adatta a prevenire le patologie che si manifestano sul corpo quando sono ancora a livello di emozioni, pensieri e sentimenti >>


<<I disturbi del sonno, tutti o quasi i disturbi intestinali, gran parte delle nevralgie che hanno una radice psicosomatica sono ben trattati da rimedi fitoterapici, sempre a condizione che chi li propone sia una persona capace e titolata a farlo, perché le erbe non sono una sciocchezza>>