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La grande cantautrice italiana si racconta e ci spiega Battisti

Una grande artista la cui vasta celebrità da tempo prevarica i confini internazionali qualifica, questo mese, il nostro giornale: Mariella Nava, cantautrice di altissimo livello e compositrice anche per numerosi artisti da Andrea Bocelli a Renato Zero, da  Ornella Vanoni a Edoardo De Crescenzo e  tantissimi altri…

Nel corso della sua lunga ed encomiabile carriera quale canzone ricorda con maggior piacere? Perchè?

Così è la vita. Perchè mi ha confermato l’affetto e la stima del mio pubblico come autrice e anche come interprete, arrivando alta ( avevo quasi vinto ) nella classifica generale. In più anche la critica premió quella composizione come “miglior musica”  di tutto il  festival di Sanremo del ’99, cioè la prima edizione  con conduzione di Fabio Fazio…..quella storica…..con Dulbecco e Gorbaciov…..il ricordo è vivo e l’emozione sempre forte nel cuore.

Con quale artista ha collaborato più volentieri? Perchè?

Con tutti gli artisti con cui ho collaborato sono stata sempre benissimo e con grandi risultati. Peró a Renato Zero  devo dire un grazie speciale per l’amicizia e l’affetto che ci lega oltre la musica.

Si sente più autrice o cantautrice? Perchè?

È difficile scegliere il ruolo a me più congeniale. Forse la scrittura, anche se a volte mi rendo conto che, su alcune canzoni,  il mio modo interpretativo fa parte della stessa composizione. Peró mi gratifica anche sentire le riletture di chi ama interpretare le mie musiche e i miei testi.

La musica può essere anche vita… La vita può essere una melodia? Ci può spiegarne il significato?

Non c’è vita senza suono. Se ci fermassimo un momento a cercarlo ad ogni suo movimento potremmo coglierne di più la preziosità e capirne il senso anche quando è nel suo passaggio più contorto. Ma la gente parla troppo, invade l’aria di inutilità  e, proprio nel tempo della comunicazione, non ascolta e non si “sente”. Strano eh?

Il 9 settembre 1998 si spengeva a Milano il cantautore Lucio Battisti. Come valuta la sua figura a distanza di anni dalla sua scomparsa?

Credo che sia stata una figura immensa, un vero precursore della musica attuale, nel gioco di accenti ritmici nuovi cui ancora si fa riferimento. Molto avanti negli accenti metrici musicali ma osservante della nostra migliore tradizione melodica. Ha scritto pezzi di straordinaria bellezza.

Secondo Lei, che cosa hanno suscitato e continuano a suscitare le canzoni di Lucio Battisti?

Grande respiro, profonde emozioni, vibrazioni inconfondibili e difficilmente riscrivibili.

A Suo avviso, come è riuscito a stabilire un primato “immortale” all’interno della storia della musica leggera italiana?

Nella semplicità espressiva del suo cantare che ben pochi hanno compreso e che conteneva molte tinte emozionali così come nella facilità dei suoi temi melodici naturalmente accessibili e genuini con testi di Mogol scritti a pennello come da unica sorgente.

C’è stato “un diversivo” particolarmente significativo nella vita di Lucio Battisti? Quale?

Non saprei rispondere ….forse la scelta anche un po’  sofferta e forzata, ma giusta, di non ” apparire” più per non piegarsi a niente e nessuno.

Nella sua musica quale lato personale emerge di più? Perchè?

La verità, il vivere con la partecipazione emotiva necessaria a sentirsi dentro il mondo con testa e cuore.

Con quale chiave di lettura possiamo apprendere il valore artistico delle canzoni di Lucio Battisti?

Lo stesso sentire libero di una corsa nel vento, un sorso dissetante a piena sete, un tuffo dove l’acqua è più blu…..appunto. Una chitarra, una spiaggia, mille colori, pochi accordi, tanti amici, qualche amore che nasce, l’eternità della bellezza…. La sua.

Secondo Lei, la filosofia basilare delle sue canzoni era quella di far vivere la cultura popolare? Perchè?

Beh “cultura” è una parola oggi abusata e messa in mezzo a frasi anche impropriamente. Che cosa si intende per cultura se non il patrimonio e il migliore ricordo di quello che siamo? Di quello  che è arrivato a noi anche attraverso noi stessi e la nostra memoria? Non è mica lontana o astratta….. Risiede nella  migliore descrizione delle nostre vite e nella loro introspezione passa anche una buona parte della cultura, è chiaro!

Rivelano anche dei messaggi politici? Quali?

Penso a  “in un mondo che non ci vuole più, / il mio canto libero sei tu!” O “La fossa del leone é ancora realtà”. Non è un messaggio attuale e politico forse?

Può fornirci una sintesi fra il sodalizio artistico tra Battisti e Mogol?

Di quei cocktail unici e vincenti. Ne nascono pochi e solo ogni tanti anni……

Comunque ascoltando le canzoni di Battisti si avverte una musica sempre in cammino…

Perchè ogni artista vero lo è fino alla fine dei suoi giorni lungo la sua esistenza, quando si ferma è perché sta male dentro, qualcosa non va….

Come presenterebbe oggi la personalità artistica di Lucio Battisti?

Introversa ma schietta, pura.

Ci sono delle affinità tra la sua produzione musicale e quella di Battisti? Quali?

Questa è la domanda più difficile…. Lascio rispondere a chi mi ascolta…. Forse il cielo…. il mare…. la ricerca di immensità ?

 

tratta da “Il cittadino Mese