0 5 minuti 4 anni

Alla riscoperta di uno dei massimi esponenti della pittura lucchesi del ‘900

E’ uno dei pittori  lucchesi del XX secolo più conosciuti e apprezzati fuori Lucca. Antonio Possenti era nato a Lucca l’11 gennaio 1933. Vissuto vicino al mare, come ogni lucchese familiarizzò con le spiagge della Versilia e con i moli di Viareggio e di Livorno, ispirandosi a Lorenzo Viani, alle memorie di Pea, a Spartaco Carlini, a Moses Levy, a Carrà.

Nelle sue tavole stracolme di conchiglie e di pesci, Possenti sembra voler rappresentare la sua psiche, il suo tenebroso mondo interiore. Paiono un omaggio ad Anassimandro che affermava che il pesce è padre e madre di tutti gli uomini e vietava perciò di mangiarlo.

L’artista lucchese ha saputo creare un mondo fantastico attraverso una felice invenzione grafica. Come trama storica va ricordata un’antica vocazione alle arti e al disegno che percorre tutto il ‘900 e che comincia con Lorenzo Viani, Moses Levy e Mino Maccari. Con il disegno, l’artista fabbrica immagini, racconti di sogni e storie. Secondo Umberto Cecchi, i “boschi onirici” sono ricchi “di foglie tremanti, di sacri mostri, di pellegrini sperduti, di uccelli assonnati”.

Come scrive John Russel Taylor, “se ci mettiamo nelle mani di Possenti non possiamo correre alcun pericolo. Con un tappeto magico che si libra nel cielo ed un maialino danzante graziosamente vestito che ci assiste, possiamo andare ovunque, fare qualsiasi cosa”.

Fu negli anni dell’adolescenza e degli studi classici che dimostrò una particolare attitudine per il disegno e per la figurazione fantastica. E dopo la laurea in giurisprudenza a Pisa, divenne avvocato e insegnante di diritto nelle scuole secondarie superiori ma iniziò anche a disegnare sul settimanale “Il Mondo”, nella rubrica che è stata di Mino Maccari, sviluppando un certo spirito sarcastico.

Dal 1954 cominciò ad esporre i suoi lavori pittorici. Nel 1957 ebbe un incontro con Chagall, a Vence, in Costa Azzurra, che lo influenzò profondamente, soprattutto nelle giocose feste di marinai dei suoi dipinti. Importanti furono anche i contatti con la pittura di Ensor, Savinio, Hieronymus Bosh, Pieter Bruegel Il Vecchio, Matisse, Paul Klee e altri maestri del fantastico e con l’opera degli impressionisti e dei postimpressionisti: Monet e Van Gogh, che fanno l’occhiolino dal giardino di Giverny e di Daubigny , Toulouse- Lautrec, che invita al circo, Bonnard.

Intorno al 1960 perfezionò una pittura giocosa in apparenza, ma in realtà alimentata da sottili tensioni psichiche e da una attenzione critica ai fatti, agli stimoli del tempo. Dal 1982 prese ad esporre le sue opere anche al di fuori dell’ambito nazionale e in paesi extra-europei.

Illustrò vari testi di Tobino, di Collodi, di Pea. Ma si ispirò anche alla ricerca scientifica di Freud e di Darwin, oltre che a Melville, Conrad, Rimbaud, Borges.

Possenti ha alimentato il suo repertorio fantastico attraverso frequenti viaggi intorno al mondo di cui raccoglie i ricordi e gli oggetti negli studi lucchesi. Allo stesso tempo prestava attenzione ai sogni, agli stimoli provenienti dal subconscio, creando così gli “zoo”, i “giardini” e i “circhi”, le spiagge, come se fosse un prestigiatore, con ironia e con innocenza. Come un bambino, curioso e sensibile e pieno di immaginazione, gioca con gli ingredienti dei suoi quadri: il tavolo, la gabbia degli uccelli, gli obelischi, i funghi, le mele spaccate, le conchiglie, la poltrona curvilinea e il copriletto fiorito, che appartengono ad un contempo al suo passato e al suo presente. Sono ricordi, sono cose ordinarie o straordinarie a seconda dell’approccio che egli stabilisce con loro. Ma è stato proprio lui a darci la chiave per interpretare al meglio i suoi lavori, che descrive in forma poetica:

 “Sono il viaggiatore

più pigro,

 inconcludente,

 intransigente,

falsario.

Viaggiatore famoso

del binario morto,

 del porto sommerso.

Appena partito

rimpiango

la maledetta ora esatta

 della valigia disfatta

sul letto,

il prezzo pagato

 per il biglietto”


Antonio Possenti

Anfiteatro di notte
Tecnica mista su cartone
2012

Spiaggia dei gabbiani
Acrilico su tavola telata, cm 50×40

Il ponte del diavolo

Il pifferaio magico