Con l’avvio delle operazioni di restauro, il Crocefisso dei lucchesi è stato tolto dal Tempietto del Civitali
di Alessandra Giulia Romani
E’ stato un avvenimento eccezionale. Per la prima volta, a distanza di secoli, il Volto Santo, lo scorso primo dicembre, ha lasciato il tempietto costruitogli da Matteo Civitali, per trasferirsi poco distante, in una stanza del duomo dove si svolgerà l’intera delicata operazione di restauro. Grazie alle maestranze di Arteria, attraverso degli argani la scultura è stata sollevata all’interno della cappella e fatta uscire da un’apertura laterale, appoggiata con cura su un carrello. Giunta nel laboratorio è stata posta orizzontalmente su dei cavalletti. La nuova collocazione ha permesso di osservarla da punti di vista nuovi e di cogliere particolari prima non visibili. La dottoressa Ilaria Boncompagni della Soprintendenza di Lucca ha confermato che: “Oltre all’effigie, anche il tempietto, ora libero dal Cristo, sarà sottoposto a indagini diagnostiche in vista della prossima progettazione e del conseguente restauro”.
Siamo quindi di fronte a un’opera d’arte straordinaria che racchiude in sé valenze religiose e civili, custodite da una tradizione sedimentata nel tempo, rimasta immutata per oltre sette secoli, che ha reso il Volto Santo universalmente conosciuto.
I lavori sono stati finanziati dalla Fondazione Cassa di Risparmio di Lucca e si svolgeranno sotto la guida dell’”Opificio delle pietre dure” di Firenze, eccellenza italiana nell’ambito della conservazione e restauro dei beni artistici, oltre che della Soprintendenza ABAP di Lucca e l’Ente Chiesa Cattedrale. Saranno analizzati la statua e alcuni decori molto anneriti, che sono stati scoperti sulle pareti interne, a seguito della rimozione di alcune stoffe. Sarà poi eseguito un attento restauro sarà l’occasione di approfondirne ulteriormente la conoscenza del Volto Santo, che è non solo una suggestiva immagine di Gesù, ma anche “un’arca per la fede della città e per la storia dei lucchesi”.
Sull’importanza del Volto Santo per i lucchesi, valgano le parole dell’arcivescovo di Lucca, Paolo Giulietti: “Il Volto Santo è caro a tutti i lucchesi, in patria e all’estero, perché è al cuore dell’identità della comunità cittadina, riferimento religioso e culturale che tutti è capace di unire. È assai più che un’immagine, richiamo bello e prezioso alla persona del Salvatore: è una reliquia, cioè un oggetto attraverso il quale si può entrare in speciale contatto con il Cristo misericordioso, pendente vittorioso dalla croce. In questi restauri, opportuni per la conservazione dell’opera, è pertanto necessario prestare una particolare cura – non solamente professionale – perché ciò su cui si interviene è davvero speciale. Sono convinto che i maestri dell’Opificio lavoreranno con competenza, ma anche con religioso rispetto, sul Volto Santo, per restituirlo alla Chiesa e alla Città nell’antico splendore. Ringrazio sin d’ora tutti quelli che in diverso modo collaboreranno all’opera e spero che il restauro sia l’occasione per ravvivare la devozione dei lucchesi, segnatamente delle nuove generazioni”. “L’immagine del Volto Santo è uno straordinario simbolo religioso, col quale si è identificata la stessa città di Lucca per essere stata prescelta, secondo il disegno divino, come luogo di dimora del grande Crocifisso ligneo, alla cui esecuzione avrebbero partecipato gli Angeli stessi”.
Ma il nostro viaggio alla conoscenza della storia del vero “Re dei lucchesi”, proseguirà prossimamente. Continuate a seguirci


