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Un artista che ha saputo reinventarsi e avere successo

Sono milioni gli italiani e, soprattutto, le italiane che lo ricordano ancora oggi quel bel ragazzo dei fotoromanzi. Anche noi, ragazzi degli anni Ottanta lo ricordiamo interprete delle sue mirabili canzoni, tra le quali “Come per magia” (sigla della celebre telenovela Anche i ricchi piangono): Alex Damiani, il quale ha risposto con gentilezza alle nostre domande.
Chi è stato Alex Damiani negli anni ’70-’80 e chi è Alex Damiani oggi?
«Negli anni ’70-’80 è stato un divo dei fotoromanzi e uno che non poteva camminare per strada perchè le donne lo rincorrevano (sorride ndr). Poi è venuto il covid… Artisticamente parlando, a volte ancora canto e compongo molte canzoni».
A chi deve soprattutto la sua celebrità?
«A chi mi scoprì proponendomi i fotoromanzi che mi diedero appunto notorietà e fama in tutto il mondo, ossia Carlo Micolano, oggi regista per Grand Hotel».
A quegli anni appartenevano anche i fotoromanzi dei quali è stato un protagonista a tutto tondo. Come si rapportava a se stesso?
«Con timidezza. Per esempio, quando andavo al bar con gli amici avevo vergogna di recarmi al bagno, temendo che tutti mi guardassero… Mi accadevano queste cose assurde per la mia timidezza».
La sua notorietà si era talmente diffusa da fare innamorare mamme, nonne e figlie. Può raccontarci qualcosa in merito?
«Stavo in Toscana ad Arezzo al Palazzetto dello Sport dove partecipavo al Disco Estate nel lontano 1980. Alla fine della mia esibizione non vidi nessuno sotto il palco, come era consuetudine. Quando stavo per ritirarmi nel mio camerino, mi ritrovai, invece, oltre trecento ragazze che mi rincorrevano… Per fortuna riuscii ad aprire una piccola porta che dava su un bagno con una finestra aperta e uscii da lì!».
Interprete di canzoni favolose come “Cambierò Cambierai” e “Non t’amo”, cosa avverte nel ripercorrere quei successi e quei tempi? Ha nostalgia?
«Avrei potuto fare di più, ma le circostanze sono state negative nei miei confronti a causa di alcune discussioni all’interno delle case discografiche tra le etichette che producevano i miei dischi e la distribuzione. Nostalgia? Beh, sì, chi non ha nostalgia di quegli anni e della gioventù? E di certo faceva piacere essere tanto amato e acclamato in ogni parte del mondo».
Una sua bella canzone, “Come per magia”, fu la sigla della celebre Telenovela, “Anche i ricchi piangono”. Quale emozione visse in quella “storica” circostanza?
«Molto bella devo dire. Ricordo che venni chiamato il 29 dicembre 1982 e mi dissero: “Devi correre giù a Roma perchè devi fare un provino”. Stavo in Trentino, da cui partii subito per Roma dove giunsi la sera del 30 dicembre. Il giorno dopo, il 31, andai in sala di incisione alla Titanus. L’incisione fu perfetta e seguì poi il video. Purtroppo, a seguito di quelle divergenze all’interno della mia casa discografica come ho ricordato prima, la canzone ebbe un grande boom di ascolti, comprovato da una enorme richiesta del mercato, di certo avrebbe potuto raggiungere la vendita di almeno 600.000 dischi e scalare i vertici delle classifiche discografiche, purtroppo, però, ne furono stampati soltanto 6000…».
Le chiedo un giudizio sui cambiamenti avvenuti nell’ambito dei fotoromanzi e in quello della canzone italiana.
«Purtroppo con la chiusura della Lancio, quelli realizzati sino ad oggi non hanno avuto la stessa incisività e anche visibilità, probabilmente anche per l’avvento delle fiction e soap opera televisive molto seguite da metà anni 80 in poi.
Per quanto riguarda invece la canzone italiana, possiamo dire che negli anni ’60 ogni canzone era bellissima. Ripercorrendo gli anni ’70 con l’ avvento della disco mix e con i Bee Gees, che ebbero un successo planetario, giungiamo ai grandi cantautori italiani che sono dei “mostri sacri” ancora oggi, come Antonello Venditti, Renato Zero, Riccardo Cocciante ecc. Adesso ci ritroviamo in una situazione in cui di grandi artisti ce ne stanno pochissimi. Io riconosco, come tali, Tiziano Ferro o Cesare Cremonini, o Giorgia… ma sono in pochi, Carlo. Io non mi ci rispecchio. La musica di oggi non mi fa venire i brividi, a parte, come ripeto, le musiche degli artisti che ti ho citato».
Non c’è stato un cambiamento nella continuità…
«No, c’è stato un cambiamento in peggio. Ripeto, negli anni ’70-’80, oltre ai cantautori citati c’erano Renato Zero, Lucio Dalla, Claudio Baglioni… Ce ne erano a decine… Anche un complesso come gli stessi Stadio… Oggi chi abbiamo?».
Quali delle sue canzoni ci suggerisce di ascoltare?
In questo momento storico sicuramente “Sospesi ad un filo” in cui denuncio la cattiveria e la stupidità dei potenti che stanno distruggendo il mondo per il proprio egoismo e per il dio denaro. Per questo brano ho realizzato un video che si può visionare su Youtube».
Quale saluto desidera rivolgere alla moltitudine dei suoi fans?
«Sicuramente auguro a tutti un tempo migliore a 360 gradi. Innanzitutto la salute! Quindi la speranza di avere presto una società migliore, fatta di persone migliori…. anche se ci credo poco… Dopo questa esperienza del Corona virus non solo rimarrà tutto come prima, ma penso proprio che andrà a peggiorare… sono certo che i più, semplicemente dimenticheranno e solo pochi cambieranno. E temo anche che crescerà la criminalità laddove c’era già una disastrosa situazione economica, come, purtroppo, in Italia.
Ma voglio essere positivo e pensare in rosa!!!».

tratto dal periodico Il Cittadino mese





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